L’UE indaga su Snapchat per problemi di sicurezza dei bambini

2

La Commissione Europea ha avviato un’indagine formale su Snapchat, sospettando che la piattaforma non riesca a proteggere adeguatamente i minori dallo sfruttamento online, dall’adescamento e dal reclutamento criminale. Questa indagine, avviata ai sensi del Digital Services Act (DSA), potrebbe comportare sanzioni sostanziali o modifiche obbligatorie alle politiche di Snapchat.

Il nocciolo dell’indagine

Le preoccupazioni della Commissione si concentrano su cinque aree chiave:

  • Verifica dell’età: Snapchat fa molto affidamento sull’autodichiarazione dell’età, un sistema che l’UE ritiene “insufficiente” per tenere i bambini lontani dalla piattaforma.
  • Grooming e reclutamento: l’indagine esaminerà se Snapchat consente ai predatori di spacciarsi per giovani utenti per prendere di mira i bambini. Questo è un grosso problema perché i predatori cercano attivamente piattaforme in cui sono presenti minori e una verifica lassista lo rende facile.
  • Impostazioni predefinite: Le impostazioni predefinite di Snapchat sono accusate di non fornire privacy e sicurezza adeguate ai giovani utenti. Il design dell’app potrebbe non dare priorità alla protezione dei minori, lasciandoli vulnerabili allo sfruttamento.
  • Prodotti illegali: la Commissione esaminerà se Snapchat facilita la vendita di beni vietati come droghe, vaporizzatori e alcol attraverso un’inadeguata moderazione dei contenuti.
  • Meccanismi di segnalazione: L’UE sospetta che il sistema di segnalazione di Snapchat per i contenuti illegali non sia “né di facile accesso né di facile utilizzo”, rendendo difficile per gli utenti segnalare attività dannose.

Perché è importante: i DSA e la sicurezza digitale

Questa indagine è significativa perché evidenzia la crescente applicazione del Digital Services Act (DSA). La DSA mira a ritenere le grandi piattaforme online responsabili dei contenuti illegali e dannosi, in particolare nei confronti delle popolazioni vulnerabili come i bambini.

I DSA sono fondamentali perché spostano l’onere della responsabilità sulle piattaforme. In precedenza, l’applicazione era frammentata e lenta. Ora, l’UE ha il potere di indagare e imporre sanzioni significative se le aziende non si conformano. Snapchat ha circa 94,5 milioni di utenti europei, il che lo rende un obiettivo ad alta priorità per i regolatori.

Risposta di Snapchat

Snapchat afferma di dare priorità alla sicurezza e di aver collaborato con la Commissione. L’azienda sostiene che il suo design si concentra su connessioni strette e privacy integrata. Tuttavia, l’UE è scettica, citando preoccupazioni circa le pratiche di progettazione ingannevoli (“modelli oscuri”) e la verifica inadeguata dell’età.

Snapchat ha account per “adolescenti” con protezioni aggiuntive, ma la Commissione sostiene che queste sono indebolite dalla dipendenza dall’autodivulgazione. L’azienda insiste che continuerà a collaborare, ma l’indagine suggerisce una disconnessione fondamentale tra le affermazioni di Snapchat e la valutazione dell’UE delle sue misure di sicurezza.

Cosa verrà dopo?

L’indagine della Commissione esaminerà le valutazioni del rischio di Snapchat dal 2023 al 2025 e ulteriori dati a partire dall’ottobre 2023. L’azienda potrebbe essere costretta a modificare le sue politiche e pratiche o ad affrontare ulteriori azioni coercitive. L’Autorità olandese per i consumatori e i mercati (ACM) ha già indagato su questioni simili su Snapchat e i suoi risultati saranno integrati nell’indagine dell’UE.

Questa indagine segnala una tendenza più ampia: i regolatori non sono più disposti ad accettare l’autoregolamentazione delle piattaforme. I DSA forniscono loro gli strumenti per attuare un cambiamento reale e Snapchat è l’ultimo esempio di un’azienda che si trova ad affrontare un controllo sempre maggiore.

Il risultato costituirà un precedente per altre piattaforme di social media e dimostrerà se l’UE può proteggere efficacemente i bambini online.