La rapida crescita dell’intelligenza artificiale generativa si scontra con il crescente scetticismo dei consumatori. Nonostante la crescente adozione – con oltre la metà dei consumatori statunitensi che sperimentano o utilizzano regolarmente strumenti di intelligenza artificiale – un sondaggio Deloitte condotto su 3.500 persone rivela preoccupazioni profonde sulla privacy dei dati, sull’accuratezza e sul ritmo vertiginoso dello sviluppo tecnologico. Questa tensione tra entusiasmo e apprensione sta modellando il modo in cui l’intelligenza artificiale viene integrata nella vita quotidiana.
L’utilizzo aumenta, ma la fiducia resta indietro
L’intelligenza artificiale generativa ha rapidamente permeato le esperienze digitali, apparendo nelle app mobili (ChatGPT, Gemini), nei motori di ricerca e persino nei televisori. L’utilizzo è in espansione: il 65% degli intervistati utilizza app IA autonome, mentre il 60% interagisce tramite siti web basati sull’intelligenza artificiale. Tuttavia, questa esposizione diffusa non equivale a una fede cieca. Quasi il 70% dei consumatori esprime preoccupazione per il fatto che l’innovazione stia superando le misure di sicurezza e molti verificano attivamente le informazioni generate dall’intelligenza artificiale confrontandole con fonti attendibili. Questa non è solo una questione di principio; la tecnologia è nota per le imprecisioni.
Il prezzo della comodità: privacy dei dati e timori sulla sicurezza
L’indagine evidenzia una tendenza preoccupante: le preoccupazioni sulla privacy dei dati sono balzate dal 60% al 70% nell’ultimo anno. Quasi la metà degli intervistati ha subito una violazione dei dati, un attacco informatico o un furto di identità. Questo non è semplicemente un rischio esterno; i consumatori inoltre diffidano dell’impegno delle aziende tecnologiche nella protezione dei dati personali.
Deloitte ha testato la disponibilità a condividere otto tipi di dati per migliorare le esperienze digitali e, in ogni categoria, più persone non erano disposte a condividere che desiderose. I dati biometrici, di comunicazione e finanziari hanno suscitato la resistenza più forte. Anche con la diffusione dei fitness tracker, una percentuale maggiore di intervistati si è rifiutata di condividere i dati sanitari rispetto a quanto sarebbe stata disposta.
“Ci vogliono anni, anni e anni per creare fiducia, ma puoi anche perderla in pochi secondi.” – Steve Fineberg, Deloitte
La proposta di valore dell’intelligenza artificiale: risoluzione dei problemi e competizione
Lo scetticismo va oltre la privacy. Oltre il 75% dei consumatori ritiene che le aziende tecnologiche diano priorità al vantaggio competitivo rispetto alla risoluzione di problemi reali, con due terzi che affermano che le nuove funzionalità di intelligenza artificiale non riescono a soddisfare le loro esigenze. Questo sentimento è in linea con i dati del Pew Research Center, dove il 61% degli americani desidera un maggiore controllo – comprese le opzioni di rinuncia – sull’influenza dell’intelligenza artificiale nelle loro vite.
I consumatori sono disposti a pagare per l’intelligenza artificiale di cui si fidano. Tuttavia, l’indagine sottolinea che la fiducia si guadagna, non si dà per scontata. Le aziende che danno priorità alla privacy e alla sicurezza vedranno probabilmente una maggiore fidelizzazione dei clienti nel lungo termine.
In definitiva, il futuro dell’adozione dell’intelligenza artificiale dipende dalla risposta a queste preoccupazioni fondamentali. Costruire solide misure di salvaguardia, garantire l’accuratezza dei fatti e rispettare la privacy degli utenti non sono più opzionali; sono essenziali per una crescita sostenuta e un’accettazione diffusa.
