La dubbia ascesa dell’intelligenza artificiale al CES 2026: quando “intelligente” sembra un espediente

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Il Consumer Electronics Show (CES) 2026 era saturo di intelligenza artificiale, al punto che sembrava meno un’innovazione e più un tentativo disperato di schiaffeggiare “AI” su qualsiasi cosa potesse attaccarsi. Dai tagliacapelli ai forni a microonde, lo show floor ha dimostrato che solo perché qualcosa può avere l’intelligenza artificiale, non significa che dovrebbe. La tendenza è chiara: i produttori stanno facendo a gara per integrare l’intelligenza artificiale, anche quando il vantaggio effettivo è minimo o inesistente.

L'”intelligenza artificiale” che non quadra

Le applicazioni più discutibili dell’intelligenza artificiale al CES non erano necessariamente prodotti scadenti; erano prodotti in cui l’intelligenza artificiale sembrava forzata, non necessaria o addirittura fuorviante. Diversi gadget sembravano utilizzare il termine “AI” come parola d’ordine di marketing piuttosto che come funzionalità principale. Ciò è importante perché sminuisce il reale potenziale dell’intelligenza artificiale, offuscando il confine tra innovazione genuina e branding superficiale.

Tagliacapelli intelligenti Glyde: un taglio di capelli robotizzato?

I tagliacapelli intelligenti di Glyde prendono uno strumento semplice e lo complicano eccessivamente con un “allenatore AI” che fornisce feedback in tempo reale durante i tagli di capelli. L’idea è quella di aiutare gli stilisti dilettanti a ottenere una dissolvenza perfetta, ma la minacciosa maschera facciale richiesta per il funzionamento solleva interrogativi sull’esperienza dell’utente. La promessa di futuri controlli vocali e consigli sull’acconciatura generati dall’intelligenza artificiale sembra più un espediente che una caratteristica pratica.

Farmaco SleepQ AI-Combo: le pillole incontrano l'”intelligenza”

La “farmacoterapia potenziata dall’intelligenza artificiale” di Welt è un multivitaminico con estratto di ashwagandha commercializzato con un tocco di intelligenza artificiale. Il prodotto utilizza dati biometrici provenienti da dispositivi indossabili per suggerire tempi ottimali di assunzione della pillola, ma l’affermazione che questo si qualifichi come “farmaci potenziati dall’intelligenza artificiale” è una forzatura. Il vero vantaggio potrebbe risiedere nella messa a punto dei tempi, ma il marchio sembra falso.

Fraction Stick Vac: aggiornamenti modulari o obsolescenza pianificata?

L’aspirapolvere Fraction di Deglace utilizza l’intelligenza artificiale per “ottimizzare l’aspirazione” e prevedere i guasti dei componenti. Sebbene gli aggiornamenti modulari siano una buona idea, la funzione principale dell’IA sembra orientata alla vendita di parti di ricambio proprietarie. La domanda è se si tratti di un autentico tentativo di sostenibilità o di un cinico modello di entrate mascherato da tecnologia intelligente.

Fraimic AI Art Frame: un generatore di slop da $ 399

La cornice E Ink di Fraimic genera arte AI su richiesta, ma il prodotto principale è ancora solo una cornice digitale. Il componente AI sembra un’aggiunta non necessaria a un dispositivo altrimenti solido. Le limitate generazioni di immagini all’anno della cornice ne diminuiscono ulteriormente il valore, rendendola più una novità che uno strumento pratico.

Telefono modulare Infinix AI: AI dove?

I concetti di telefono modulare ModuVerse di Infinix includono funzionalità basate sull’intelligenza artificiale come la stabilizzazione del gimbal e l’isolamento vocale. Tuttavia, la società ha ammesso che alcuni moduli “AI”, come i power bank magnetici, non hanno alcuna funzionalità AI. Ciò evidenzia la tendenza dei produttori ad ampliare la definizione di intelligenza artificiale per adattarla alle loro narrazioni di marketing.

Wan AIChef: solo un microonde più intelligente?

Il microonde abilitato all’intelligenza artificiale di Wan funziona su Android e offre suggerimenti di ricette, ma rimane fondamentalmente un forno a microonde. L’affermazione che può “cucinare” per te è fuorviante, poiché riscalda solo il cibo con vari gradi di precisione. Le funzionalità AI aggiunte sembrano bloatware non necessarie.

Barman AI: una macchina per cocktail robotica

AI Barmen è una macchina per cocktail automatica che utilizza l’intelligenza artificiale per stimare l’età e la sobrietà. L’accuratezza del sistema è discutibile (ha calcolato erroneamente l’età dell’autore di otto anni) e la sua capacità di creare bevande personalizzate è incostante. La funzione principale del prodotto rimane l’erogazione di alcol, con l’intelligenza artificiale che funge da strato superficiale.

Cubo AI di Luka: chatbot Chibi Elon Musk?

Luka AI Cube offre chatbot basati sull’intelligenza artificiale sotto forma di avatar chibi, incluso Elon Musk. Sebbene il concetto possa essere divertente per i bambini, i rischi derivanti dal dare ai bambini un accesso non filtrato a modelli linguistici di grandi dimensioni sono significativi. La scelta di Elon Musk come avatar solleva ulteriori preoccupazioni, visti i suoi controversi progetti di intelligenza artificiale.

In conclusione, il CES 2026 ha dimostrato che l’integrazione dell’intelligenza artificiale è spesso superficiale, guidata dal clamore del marketing piuttosto che da un’autentica innovazione. I prodotti sopra evidenziati illustrano quanto facilmente il termine “AI” possa essere utilizzato in modo improprio, confondendo il confine tra tecnologia significativa e branding inutile. L’industria deve superare la parola d’ordine e concentrarsi su applicazioni di intelligenza artificiale che risolvono realmente i problemi, anziché crearli.