Lo staff di ProPublica, una delle principali redazioni investigative senza scopo di lucro, ha lanciato uno sciopero di 24 ore per chiedere migliori tutele contrattuali. I circa 150 membri della ProPublica Guild stanno spingendo per un accordo di contrattazione collettiva che affronti le moderne sfide del lavoro, in particolare per quanto riguarda l’aumento dell’intelligenza artificiale generativa, gli aumenti salariali e le tutele contro i licenziamenti.
Il conflitto principale: intelligenza artificiale e diritti dei lavoratori
Al centro della disputa c’è il modo in cui l’intelligenza artificiale verrà integrata nella redazione. Mentre molte organizzazioni mediatiche stanno sperimentando l’intelligenza artificiale, il sindacato è preoccupato di come questi strumenti vengano implementati senza il contributo dei lavoratori.
I principali punti di controversia includono:
- Attuazione della politica unilaterale: il sindacato sostiene che il management ha introdotto le linee guida sull’intelligenza artificiale senza negoziarle, portando la NewsGuild a sporgere denuncia per pratiche di lavoro sleali.
- Trasparenza e divulgazione: i lavoratori chiedono protocolli chiari su quando e come utilizzare l’intelligenza artificiale nel reporting, garantendo che il pubblico sia informato.
- Sicurezza del lavoro: Uno dei timori principali tra il personale è che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per automatizzare i ruoli, portando a licenziamenti. Il sindacato sta cercando disposizioni sulla “giusta causa” e protezioni specifiche contro il ridimensionamento guidato dall’intelligenza artificiale.
- Disparità salariali: Oltre alla tecnologia, il sindacato sta negoziando l’aggiornamento delle scale salariali per riflettere l’attuale panorama economico.
Un panorama industriale in continua evoluzione
La tensione a ProPublica riflette una lotta più ampia, a livello di settore, per definire i confini dell’intelligenza artificiale nel giornalismo. Il settore dei media è attualmente suddiviso tra tre approcci distinti alla tecnologia:
- L’intelligenza artificiale come aiuto investigativo: Testate come The New York Times utilizzano l’intelligenza artificiale per analizzare enormi set di dati (come i documenti di Jeffrey Epstein), trattandola come un potente assistente di ricerca.
- AI come motore di contenuti: alcune pubblicazioni si sono orientate verso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per produrre elevati volumi di contenuti automatizzati, una pratica che solleva interrogativi significativi sull’integrità giornalistica e sulla supervisione umana.
- L’intelligenza artificiale come minaccia al lavoro umano: Per molti giornalisti investigativi, la preoccupazione è che le “funzioni fondamentali” meglio eseguite dagli esseri umani saranno sostituite da alternative più economiche e automatizzate.
“Penso che ci siano momenti in cui può essere utilizzato come strumento in modo etico, equo e accurato, ma quando inizia a sostituire il lavoro svolto dagli esseri umani… questa è la cosa con cui alcune persone stanno lottando.” — Katie Campbell, membro della ProPublica Guild
Posizione del Management
La direzione di ProPublica ha espresso l’impegno a raggiungere un “contratto equo e sostenibile”, sottolineando che le loro attuali proposte sono in linea con ciò che è stato accettato in altre redazioni rappresentate da NewsGuild.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, l’azienda mantiene un atteggiamento cauto. Invece di fare promesse definitive, il management ha dichiarato che sta esplorando come la tecnologia potrebbe effettivamente espandere la capacità di report investigativi approfonditi e creativi automatizzando più attività di routine.
Il “picchetto digitale”
Per massimizzare l’impatto dell’interruzione del lavoro 24 ore su 24, il sindacato ha indetto un picchetto digitale. Chiedono al pubblico di astenersi dal visitare il sito web di ProPublica, fare clic sulle storie o interagire con i loro contenuti sulle piattaforme partner durante il periodo di sciopero.
Conclusione
Questo sciopero funge da indicatore per l’industria del giornalismo, evidenziando l’urgente necessità di stabilire chiari confini etici e contrattuali per l’intelligenza artificiale prima che alteri radicalmente la forza lavoro delle redazioni.














































