Spotify introduce controlli globali per disabilitare i contenuti video

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Spotify sta cambiando la sua strategia di user experience dando agli ascoltatori il potere di decidere quanti video vedere. Il gigante dello streaming ha annunciato giovedì che sta implementando nuovi controlli che consentiranno agli utenti di disattivare completamente i contenuti video, consentendo di scegliere tra un’esperienza prima audio o un’esperienza migliorata dal video.

Ampliamento della scelta dell’utente

In precedenza, la possibilità di disabilitare i video era una funzionalità limitata, disponibile principalmente per gli account manager per gli utenti di età inferiore a 13 anni. Spotify ha riferito che il 60% di questi account gestiti aveva contenuti video disabilitati da genitori o tutori.

Ora l’azienda sta espandendo questa autonomia a un pubblico molto più ampio. Le nuove impostazioni saranno disponibili per:
Abbonati Premium e Basic (piani Individuale, Duo, Famiglia e Studente)
Utenti del piano gratuito

Gli utenti possono gestire queste preferenze accedendo alla sezione “Contenuto e visualizzazione” nelle impostazioni dell’app. Da lì, possono disattivare “Canvas”, le brevi immagini in loop riprodotte durante i brani, nonché i video per i podcast. Una volta modificate, queste impostazioni verranno sincronizzate su tutte le piattaforme, inclusi dispositivi mobili, desktop, Web e smart TV.

Perché è importante: la spinta per l’agenzia utente

Questa mossa rappresenta un perno significativo nel modo in cui Spotify gestisce la sua interfaccia sempre più visiva. Negli ultimi anni, Spotify ha integrato in modo aggressivo i video per competere con piattaforme come YouTube, introducendo Canvas nel 2018, podcast video nel 2020 e video musicali completi nel 2024.

Tuttavia, la forte spinta verso i video comporta due sfide distinte che Spotify sta ora affrontando:

  1. Pressione normativa: fornendo controlli facili da usare per disabilitare i video, Spotify sta probabilmente tentando di superare i regolatori e i legislatori globali. C’è un crescente controllo sulla quantità di contenuti video “passivi” consumati dagli utenti più giovani sulle piattaforme digitali e sul loro potenziale impatto sulla capacità di attenzione e sulla salute mentale.
  2. Frammentazione dell’esperienza utente: sebbene il video aumenti il ​​coinvolgimento, può anche rappresentare una distrazione per gli utenti che desiderano semplicemente un’esperienza audio fluida, con pochi dati o “senza occhi”. Fornire un “interruttore di spegnimento” consente a Spotify di soddisfare sia il consumatore ad alto consumo visivo che l’ascoltatore tradizionale.

“Il controllo cambia tutto. Il tempo smette di sentirsi sprecato e inizia a sentirsi posseduto”, ha affermato Spotify nel suo annuncio.

Ciò che rimane invariato

È importante notare che la disabilitazione del video non significa un’esperienza completamente “vuota”. Spotify ha chiarito che gli annunci video verranno comunque visualizzati e che alcuni elementi visivi in ​​stile Canvas potrebbero essere ancora presenti durante specifici annunci audio.

Si prevede che l’implementazione di questi controlli raggiungerà tutti gli utenti globali entro la fine di questo mese.


Conclusione: Consentendo agli utenti di disattivare la visualizzazione dei video, Spotify bilancia la sua ambiziosa espansione visiva con la necessaria attenzione alle preferenze dell’utente e alla conformità normativa. Questo aggiornamento garantisce che la piattaforma rimanga uno strumento versatile sia per gli appassionati di musica che per coloro che cercano un ambiente audio privo di distrazioni.