OpenAI si allontana dallo shopping diretto tramite ChatGPT

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OpenAI sta ridimensionando il suo tentativo di trasformare ChatGPT in una piattaforma di e-commerce diretto. La società ha annunciato che ridurrà la priorità alla sua funzionalità “Checkout istantaneo” – lanciata lo scorso anno per consentire agli utenti di acquistare prodotti direttamente all’interno del chatbot – e si concentrerà invece sul rendere ChatGPT un potente strumento di scoperta di prodotti.

Perché il Pivot?

L’implementazione iniziale di Instant Checkout non ha soddisfatto le aspettative. OpenAI ha riscontrato che mancava la flessibilità necessaria per un’esperienza di acquisto fluida e gli utenti semplicemente non lo adottavano per gli acquisti effettivi. Uno studio di ottobre lo ha confermato: i siti di e-commerce hanno registrato aumenti minimi delle entrate derivanti dai referral di ChatGPT. Ciò segnala che, sebbene l’intelligenza artificiale possa influenzare le decisioni di acquisto, non sta ancora sostituendo i tradizionali negozi online come punto vendita principale.

La nuova strategia: ricerca, non transazioni

Invece di un portale per lo shopping, OpenAI sta raddoppiando ChatGPT come strumento di ricerca intermediario. L’obiettivo è fornire agli acquirenti informazioni dettagliate sui prodotti, inclusi confronti affiancati di prezzi, caratteristiche e recensioni, in modo che possano prendere decisioni informate prima di visitare i siti Web dei commercianti. Questo approccio è in linea con il numero di consumatori che già utilizzano l’intelligenza artificiale: come un modo per restringere le scelte, non per finalizzare gli acquisti.

Il ruolo dell’Agentic Commerce Protocol (ACP)

Il piano di OpenAI fa molto affidamento sul suo Agentic Commerce Protocol (ACP), uno standard aperto sviluppato con Stripe. L’ACP sfrutta i dati forniti dal commerciante per alimentare confronti dettagliati dei prodotti all’interno di ChatGPT. L’azienda incoraggia i commercianti a creare le proprie app all’interno di ChatGPT, che reindirizzerà quindi gli utenti alle loro esperienze di pagamento preferite.

Questo cambiamento riconosce una realtà fondamentale: i consumatori possono fidarsi dell’intelligenza artificiale per la ricerca, ma preferiscono comunque processi di pagamento familiari su siti di e-commerce consolidati. OpenAI si sta adattando a questo comportamento ottimizzando ChatGPT come hub di ricerca pre-acquisto, piuttosto che come mercato a tutti gli effetti.

In definitiva, la decisione di OpenAI è una risposta pragmatica al feedback del mercato. Dando priorità alla scoperta dei prodotti, l’azienda mira a creare un ruolo più prezioso per ChatGPT nel percorso di acquisto, anche se non gestisce direttamente le transazioni.