OpenAI, la società dietro ChatGPT, si sta preparando a lanciare il suo primo prodotto hardware: un dispositivo basato sull’intelligenza artificiale progettato per essere indossato dietro l’orecchio. L’annuncio, fatto alla Axios House di Davos, segnala un importante passaggio per OpenAI dal software all’hardware integrato, con un rilascio previsto nella seconda metà del 2026. Questa mossa rappresenta il culmine dell’espansione aggressiva di OpenAI nell’hardware basato sull’intelligenza artificiale a seguito dell’acquisizione da 6,5 miliardi di dollari della società di progettazione tecnologica IO nel maggio 2025, una società fondata dall’ex capo del design Apple Jony Ive.
Il dispositivo: specifiche e aspettative
Le prime indiscrezioni suggeriscono che il dispositivo sarà composto da due gadget metallici a forma di pillola che rimarranno dietro l’orecchio, conservati in una custodia a forma di uovo dal design unico. Se le fughe di notizie si rivelassero accurate, OpenAI mira a rivaleggiare con gli AirPods di Apple nel mercato consumer. Tuttavia, la visione a lungo termine va oltre un singolo prodotto: i rapporti indicano piani per il rilascio di un totale di cinque dispositivi entro il quarto trimestre del 2028.
Dall’ambizione alla realtà: l’acquisizione di IO
La spinta dell’hardware non è improvvisa. L’acquisizione di IO da parte di OpenAI era esplicitamente intesa a sviluppare hardware integrato con intelligenza artificiale. La speculazione iniziale era incentrata su uno smartphone basato sull’intelligenza artificiale, ma da allora l’azienda ha affinato la propria attenzione verso un’esperienza informatica ambientale più sottile. Il CEO Sam Altman e Ive hanno già prototipato un dispositivo senza schermo progettato per filtrare il “rumore digitale” e funzionare silenziosamente in background. Questo dispositivo utilizzerà la consapevolezza spaziale e imparerà dall’ambiente dell’utente, rispondendo principalmente attraverso l’interazione del linguaggio naturale.
IA ambientale: la prossima frontiera?
Il concetto alla base del nuovo dispositivo di OpenAI si allinea con una tendenza più ampia verso l’informatica ambientale, un campo che prevede che la tecnologia passi in secondo piano pur continuando a fornire assistenza. Il professore dell’Università di Washington Chirag Shah osserva che, sebbene questa idea non sia nuova, l’ingresso di OpenAI potrebbe cambiare le regole del gioco:
“L’idea è piuttosto allettante: una tecnologia integrata nel tuo ambiente che non noti nemmeno, ma che è sempre lì per aiutarti.”
Shah traccia parallelismi con gli assistenti IA immaginari come Samantha del film Her e J.A.R.V.I.S. da Iron Man, suggerendo che OpenAI mira a offrire un’esperienza di conversazione simile al mercato di massa.
Sfide future: privacy e concorrenza sul mercato
Nonostante il potenziale, OpenAI deve affrontare ostacoli. Il mercato è già affollato di dispositivi compatibili con l’intelligenza artificiale di Apple e Meta, sollevando interrogativi sulla differenziazione. Inoltre, le preoccupazioni sulla privacy e l’accettazione da parte del pubblico di dispositivi indossabili sempre attivi e basati sull’intelligenza artificiale rimangono sfide significative. Shah sottolinea:
“Le persone vorranno e pagheranno per un altro dispositivo? E le solite preoccupazioni come la privacy e i comportamenti intrusivi?”
Il successo di OpenAI dipende dal convincere i consumatori che la sua intelligenza artificiale indossabile offre una proposta di valore unica che giustifica il costo e affronta le legittime ansie sulla privacy.
L’ingresso di OpenAI nell’hardware è una mossa coraggiosa che potrebbe ridefinire il modo in cui interagiamo con l’intelligenza artificiale. Resta da vedere se riuscirà a catturare l’interesse di massa, ma l’ambizione e le risorse dell’azienda la rendono un concorrente da tenere d’occhio.














































