Realbotix, uno dei principali sviluppatori di robot umanoidi, ha presentato il suo ultimo modello al CES 2026: un robot progettato per imitare l’interazione umana con un realismo inquietante. L’obiettivo dell’azienda è creare robot indistinguibili dalle persone e, sebbene non siano ancora arrivati a questo punto, l’ultima iterazione si spinge ulteriormente nella Uncanny Valley, un fenomeno psicologico in cui l’aspetto quasi umano innesca sentimenti di disagio.
L’illusione del realismo
Questi robot non sono costruiti per la mobilità; stanno fermi su una base rotolante che nasconde discretamente la batteria e la mancanza di locomozione naturale. La strategia di Realbotix è quella di ottimizzare la presenza statica simile a quella umana, posizionandoli per ruoli come personale di portineria, cabine informative o compagnia nelle strutture di cura.
Durante un’intervista al CES, il robot (soprannominato “David”) ha mostrato momenti di contatto visivo snervante, simulando l’attenzione umana. L’amministratore delegato dell’azienda, Andrew Kiguel, ha chiarito che si tratta di una “illusione ottica”, poiché i robot attualmente non dispongono del sistema di visione avanzato necessario per tracciare e seguire veramente gli individui.
Attraversando la Uncanny Valley
La ricerca dell’iperrealismo presenta un problema. Mentre Realbotix tenta di replicare la forma umana, le emozioni e i movimenti facciali, incontra inevitabilmente la Uncanny Valley. Il risultato è un disagio viscerale che nasce da qualcosa di quasi umano, ma non del tutto. Anche se l’azienda ammette di aver ancora molta strada da fare, gli ultimi robot dimostrano un’illusione sempre più convincente.
Le implicazioni di questa tecnologia sollevano interrogativi sul futuro dell’interazione uomo-robot: alla fine accetteremo questi compagni artificiali, o la sensazione inquietante ci tratterrà sempre? Il confine tra reale e artificiale è sempre più sfumato e Realbotix è in prima linea in questa trasformazione.
I robot umanoidi di Realbotix offrono uno sguardo inquietante su un futuro in cui la tecnologia imita l’umanità con una precisione inquietante. Il continuo sviluppo dell’azienda potrebbe ridefinire le nostre aspettative sull’intelligenza artificiale e sul suo ruolo nella società.















































